Tagliata l'acqua agli afgani dell'Ostiense.. vergogna!!

5 Jun

Roma, 17 giugno 2010
 

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno Medici per i Diritti Umani (MEDU) e la Rete di tutela dei rifugiati afgani di Roma tornano a chiedere alle istituzioni competenti che vengano garantite condizioni di accoglienza dignitose agli oltre cento profughi, per la grande maggioranza afgani, costretti a vivere in condizioni alloggiative e igienico-sanitarie disastrose presso la stazione Ostiense a Roma. Nelle ultime settimane, con l’arrivo del caldo, le condizioni di vita dei profughi sono state rese, se possibile, ancora più difficili dalla chiusura della fontanella che costituiva l’unico punto di distribuzione d’acqua a loro disposizione.

MEDU e le altre associazioni che operano sul campo ritengono assolutamente inaccettabile che, ormai da anni, nel centro di Roma decine di richiedenti asilo e rifugiati siano costrette a vivere in un insediamento al di sotto di qualsiasi standard minimo di accoglienza previsto per i campi profughi in ogni parte del mondo. Secondo gli standard internazionali, nelle prime fasi di emergenza umanitaria, i campi profughi devono essere dotati di almeno un servizio igienico ogni 20 persone, di punti di distribuzione dell’acqua a non più di 150 metri di distanza dagli alloggi, e di almeno 3,5 m2 di spazio per ogni persona all’interno degli alloggi. I profughi afgani dell’Ostiense, tra cui ricordiamo si trovano anche molto minori, non hanno a disposizione nessun servizio igienico, dormono stipati in tende in numero anche doppio a quello massimo previsto e, da qualche settimana, non hanno più accesso neanche all’unica precaria fonte d’acqua.
L’aggravarsi di tale situazione, con la soppressione della fornitura idrica, ha avuto ripercussioni negative anche sulle condizioni di salute dei profughi come è stato rilevato negli ultimi giorni dall’unita mobile di MEDU che regolarmente presta assistenza sanitaria presso l’insediamento dell’Ostiense.
La condizione di queste persone è efficacemente descritta dallo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), preposto a dare loro un’adeguata accoglienza nel nostro Paese: “Sono uomini, donne e bambini che sono stati costretti a fuggire dal loro Paese a causa di persecuzioni, guerre, violazioni di diritti umani. Hanno dovuto abbandonare la casa, il lavoro, la famiglia, gli amici, gli affetti. Molti di loro non rivedranno mai più le persone care. Molti di loro hanno subito torture, violenze estreme e hanno vissuto la drammatica esperienza del naufragio. Per cercare protezione in Europa, in Italia, hanno fatto viaggi lunghissimi. In condizioni disumane hanno traversato continenti, Stati, deserti, mari, rischiando di perdere anche la vita”.
Medici per i Diritti Umani, insieme alla Rete cittadina di tutela, rivolge un appello alle istituzioni, ed in particolare alle amministrazioni comunale e regionale nonché al Ministero dell’Interno, affinché la Giornata Mondiale del Rifugiato sia un’occasione per adottare iniziative immediate e concrete volte a garantire livelli minimi di accoglienza e di integrazione ai molti richiedenti asilo e rifugiati che vivono a Roma in situazioni di estrema precarietà. Iniziative che saranno al centro del convegno cittadino ‘Richiedenti asilo e rifugiati a Roma: per una nuova politica dell’accoglienza. La ‘questione Ostiense’, oltre l’emergenza ’, promosso per il prossimo 30 giugno dalla Rete di Tutela dei Rifugiati Afgani presso la Sala della Pace di Palazzo Valentini (h. 15.00).
 
Ufficio stampa – 3343929765 / 0697844892
 
Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria e di solidarietà internazionale, fornisce dal 2006 assistenza e orientamento socio-sanitario ai profughi afgani della stazione Ostiense nell’ambito del progetto Un Camper per i Diritti.
 
La Rete di Tutela dei Rifugiati Afgani coordina le attività di numerose associazioni romane, al fine di affrontare il tema dell’accoglienza dei cittadini afgani presenti sul territorio. E’ composta da medici, maestri, mediatori culturali, operatori legali, ma anche cittadini solidali, che operano da tempo nella zona di Ostiense e nella città.

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